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Un commercio globale e sostenibile a sostegno dell’Africa

Grande attenzione al tema del continente africano e a come favorire la sua crescita al primo Sustainable Economy forum in programma oggi e domani a San Patrignano, organizzato dalla comunità e da Confindustria. Ad aprire i lavori sull’argomento Vera Songwe, Segretario Esecutivo della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Africa: “La sostenibilità si realizza quando le aziende incontrano la società e prosperano più a lungo. Nel 2008 l’Africa si chiese come uscire dalla crisi, come superarla. E la constatazione fu che la crescita non fosse calata, l’Africa commerciava con l’Europa, con l’Asia, l’estremo oriente e con la Cina. Per la prima volta non c’è stato un calo nella crescita nonostante la recessione europea. La crisi del 2008 ci ha ricordato che eravamo tutti uniti, eravamo tutti un  mondo.

Dovevamo costruire un mondo che fosse uno e che prevedesse una crescita inclusiva. Abbiamo presentato nel 2016 una relazione volta ad assicurare che le priorità africano fossero riprese correttamente. Il 2015 è stato quindi un anno di svolta. Ci siamo concentrati sull’inclusione sociale, e sullo sviluppo responsabile.

Oggi nell’UE si parla molto di prezzi, ma l’Africa ha bisogno di una struttura di governace globale su temi come la finanza e internet. Che sviluppo è necessario per l’Africa? Abbiamo bisogno di un commercio globale sostenibile. Oggi l’Italia è il 5 partner del continente africano e l’accordo di libero scambio dovrebbe essere importante anche per voi. L’Africa non può aspettare, abbiamo bisogno di una scala di esportazioni per assicurare una crescita veloce ed inclusiva. Oggi sono molte aziende italiane che operano sul continente come ad esempio ENI con importanti investimenti. Dobbiamo dare energia al nostro continente. Ci dobbiamo chiedere come farlo, come avere energia pulita. La governance sociale è molto importante. Uno degli obiettivi agenda 63 è un accordo per garantire il libero movimento delle persone. Dobbiamo concentrarci sulle donne e sui bambini perché sappiamo che questi sono quelli che soffrono maggiormente. Questi temi sono interconnessi e dobbiamo partire da questi per poter poter migliorare sostenibilità e responsabilità.